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Energia Marittima

Come può il mare salvare il pianeta?

 

“Pensate al movimento delle onde, al flusso e riflusso, all’andare e venire delle maree. Cos’è l’oceano? un’enorme forza perduta. Quanto è stupida la terra, non usare l’oceano!“

(Victor Hugo – Novantatré)

Già nel 1874 Victor Hugo capì che si sarebbe potuta sfruttare la potenza dell’oceano per produrre energia.

Oggi sono diverse le tipologie di sfruttamento delle acque terrestri per produrre energia. L’energia marina, detta anche energia oceanica, viene sfruttata attraverso tecnologie di tipo fluidodinamico. In altre parole, queste tecnologie ricavano energia meccanica dal movimento dell’acqua (dal moto delle onde, dalle maree o dalle correnti marine) convertendola poi in energia elettrica. L’energia marina rientra fra le principali forme di energie rinnovabili ed è destinata a subire un buon incremento a breve termine anche perché consentirebbe, a fronte di un ridotto rischio per l’ambiente, di superare l’attuale fabbisogno energetico. Il potenziale energetico marino mondiale è enorme: è stato stimato che esso sia pari a 29.500 TWh/anno, anche se, con le tecnologie attuali, saremmo in grado di estrarre solamente 1.200 TWh/anno.

Il primo brevetto per trarre energia dal movimento delle onde fu depositato in Francia nel 1799, dai Girard padre e figlio. Da quel momento, si sono succeduti diversi inventori convinti di aver individuato il sistema per poter utilizzare l’energia marina. Fino ad oggi, tuttavia, l’energia dall’oceano e quella del mare sono state impiegate in modo estremamente ridotto, anche perché diverse difficoltà tecniche non consentono di produrre energia in modo efficiente. Va però detto che nell’ultimo decennio si è visto un netto incremento dei tentativi di realizzazione di impianti di questo tipo.

Esistono diversi tecniche per sfruttare l’energia marina:

 

  • ENERGIA DELLE CORRENTI: è l’energia prodotta dalle correnti marine, sfruttata attraverso il movimento di alcune pale, con un meccanismo simile a quello dell’energia eolica. La loro posizione e orientamento possono variare in base alla direzione delle correnti.
  • ENERGIA MAREOMOTRICE: è l’energia ricavata dagli spostamenti d’acqua generati dalle maree. L’acqua viene fatta entrare dentro delle turbine che generano energia al variare delle maree, sia alte che basse.
  • ENERGIA DEL MOTO ONDOSO: impiega l’energia generata dal movimento delle onde. Attualmente è ancora in fase di sperimentazione ed è oggetto di ricerca in diverse università del mondo.
  • ENERGIA TALASSOTERMICA: produce energia grazie alla variazione di temperatura che si registra tra la superficie marina e le profondità. I costi dell’installazione di una centrale sono però alti per cui, al momento, non è molto utilizzata.
  • ENERGIA A GRADIENTE SALINO: Attraverso diversi metodi estrattivi questa fonte energetica sfrutta la diversa concentrazione di sale contenuta nell’acqua dolce e in quella del mare. Il sistema è completamente sostenibile e ha come unico prodotto di scarto l’acqua salmastra.

 

Queste metodi hanno diversi vantaggi, ma anche alcuni svantaggi:
-Il vantaggio di tutte queste soluzioni è sicuramente il basso impatto ambientale, grazie anche al lavoro dei ricercatori che progettano impianti sempre più efficienti.
-Gli svantaggi sono invece gli alti costi di realizzazione e gestione, e la difficoltà a trovare delle zone idonee.

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