Lo Spreco Alimentare
Lo Spreco Alimentare: Non Si Può Continuare Così!
Lo spreco alimentare è uno dei problemi che affligge più il nostro pianeta, sono presenti infatti molte disparità tra Stati del terzo mondo, come zone dell’Africa, dove si riscontrano problemi di mancanza di cibo che causano la morte di numerose persone, e Stati in pieno sviluppo industriale ed economico, come Stati Uniti ed Europa, nei quali si presenta il problema opposto ovvero la sovrapproduzione ed il conseguente spreco di prodotti alimentari. Si stima che gli sprechi alimentari nel mondo siano di circa 1,3 miliardi di tonnellate all’anno, pari a circa un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano. Inoltre solo il 43% dell’equivalente calorico dei prodotti coltivati a scopo alimentare a livello globale viene direttamente consumato dall’uomo.
COME POSSIAMO DEFINIRE LO SPRECO?
Per quanto il tema dello spreco alimentare venga spesso inteso come un unico grande problema, in realtà esso può essere suddiviso in alcune sottocategorie in base al momento del processo produttivo e distributivo in cui viene determinato lo spreco.
Il BCFN (Fondazione Barilla center for food & nutrition) propone di distinguere tra:

– Food losses, ossia le perdite che si determinano a
monte della filiera agroalimentare, principalmente in fase di semina, coltivazione, raccolta, trattamento, conservazione e prima trasformazione agricola;

– Food waste, ossia gli sprechi che avvengono durante la trasformazione industriale,distribuzione e consumo finale.
Non c’è un modo giusto o sbagliato per definirlo; quindi, per semplificare le cose, abbiamo deciso di utilizzare una solo termine per parlare della problematica in ogni fase, dallaproduzione al consumo ovvero “spreco alimentare”.
LO SPRECO IN ITALIA
In Italia lo spreco di cibo pro-capite è di 108 kg di alimenti finiti in spazzatura ogni anno, responsabili di una perdita in denaro di 454 euro per ciascuna famiglia. Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) , oltre il 30% del cibo destinato al consumo alimentare nel mondo viene sprecato: 222 milioni di tonnellate di alimenti che potrebbero sfamare 3 miliardi di persone. Si calcola che nelle spazzature di casa finiscano circa 8 miliardi di euro all’anno, ovvero circa 30 euro al mese a famiglia per 600 grammi circa di cibo sprecato. Complessivamente, però, lo spreco di cibo costa ogni anno circa il doppio agli italiani: innanzi tutto perché lo spreco domestico dichiarato nei sondaggi è quello percepito, non quello reale, che secondo i primi test dei Diari di famiglia Waste Watcher, vale almeno il 50% in più, ovvero 12 miliardi circa. Nonostante siano già state condotte numerose ricerche, non esiste ancora una metodologia coerente e definitiva su come approcciare la problematica dello spreco alimentare, soprattutto quando si cerca di quantificarlo.


